- Altruismo -

scritto da Kalotins
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Testo: - Altruismo -
di Kalotins

L'altruismo è quel gesto disinteressato che, comportando un sacrificio a se stessi, si compie senza desiderare nulla in cambio; bene inteso che la persona che compie tale gesto non sia affetta da turbe psichiche, come, incoerenze comportamentali o tendenze masochistiche. Una esempio potrebbe essere, il rischiare la propria vita per salvarne un'altra. Non a caso uso la parola "vita" giacché per vita non si intende solo quella umana, anzi il rischiare la propria per salvarne una umana, sinceramente, mi fa dubitare molto sulla percentuale di altruismo che in tale gesto vi si può riscontrare. Perché dico questo?
Per quanto disinteressato potrebbe sembrare l'atto, credo che ad una indagine approfondita non sfuggirebbe un, se pur minimo, interesse personale o dedicato ad altri o ad altro. Per assurdo si potrebbe addirittura supporre che il gesto sia stato compiuto per velarsi di un alone di eroicità o magari di semplice appagamento nel sapere che un'altra persona si farà di voi un'opinione certamente non disgustosa.
Questo comunque non vuol dire che gesti di tal tipo siano da biasimare, tutt'altro. Dirò, ce ne fossero tanti di tali gesti; di sicuro avremmo già debellato la fame nel mondo, non foss'altro che per indurre in quei popoli un'opinione benevola nei nostri confronti. In effetti, però, è sempre l'egoismo a prevalere, per cui temo che la fame produrrà sempre più fame e l'avidità sfruttamento.
Ritornando al nostro esempio: quando dicevo "vita", ovviamente intendevo anche quella animale. Il cane è un animale, il gatto è un animale, anche un uccellino è nel suo piccolo un animale, o no? Non mi dilungo oltre. Immaginate cosa intendo..., vero?
Anche se quello che affermo può apparire intinto di cinismo, vi è una scena che voglio ipotizzare: Supponiamo che voi siete l'unico essere vivente sperduto in un punto remoto dell'universo e che della vostra esistenza solo i sassi ne sono testimoni. Probabilmente il senso della solitudine vi sarà sconosciuto, a tanto vi avrà portato la rassegnazione.
Il vostro "sentirsi vivo" non avrebbe alcun concetto, perché privo di qualsiasi esperienza. Supponiamo che, non si sa da dove e né come, un uccellino venga un giorno a farvi visita. Principalmente la vostra reazione nei suoi confronti sarà di diffidenza, poi, pian piano, di curiosità, dopo ancora, di studio e in seguito condividereste con esso la vostra dimora. Credo che con il trascorrere del tempo finireste per diventare inseparabili amici. Infatti egli vi farebbe prendere coscienza di esistere. Arrivereste al punto di non poter fare più a meno di lui. Quando lo perdereste di vista, l'ansia vi pervaderebbe. La paura di ricadere nell'abisso della solitudine vi trasformerebbe in un guardiano geloso del piccolo amico. I vostri giorni prima vuoti e privi di senso, ora sarebbero colmi di gioia e provereste la sensazione massima della felicità. Probabilmente, innalzereste un tempio alla volta del cielo, per ringraziare, non sapreste bene chi, ha voluto dedicarvi tanta beneficenza.
In altre epoche si sarebbe fatto ricorso al rito sacrificale, sgozzando un animale e versandone il sangue su un altare, ma, come penso converreste col nostro amico, non sarebbe certo il caso in quella occasione.
<< Evidentemente in quei tempi gli animali dovevano essere in abbondanza..!, o in abbondanza era la stupidità dell'uomo? >>
Fatto è che se l'uccellino dovesse trovarsi improvvisamente in pericolo di vita, non esitereste un istante a mettere a rischio la vostra per salvare la sua.
Attenzione però, quello che vado dicendo non è una dimostrazione di altruismo. Quello che in realtà fareste, non sarebbe che un ulteriore conferma del vostro egoismo. Seppure tutta quanta la vicenda potrebbe commuovere un osservatore esterno e nessuna critica di natura moralistica si potrebbe elevare nei vostri confronti, resta il fatto che ciò che vi avrebbe spinto a correre un tale pericolo, sarebbe un puro e semplice atto di interesse personale.
Di contro, il voler salvare a qualunque costo le persone si è rivelato sempre disastroso. Gli ideologismi siti in tali atteggiamenti sono sempre di natura religiosa o moralistica. Basti pensare alle crociate cristiane contro il paganesimo, ove torture ed eccidi erano all'ordine del giorno. Forti e sicuri della e nella loro fede, tutto era lecito pur di cristianizzare e quindi bruciavano corpi per salvare anime.
A prescindere se la religione cattolica sia giusta al punto da dover essere inculcata senza avarizia di mezzi; io credo che qualsiasi forma di violenza esercitata seppure a fin di bene, sia da essere sempre deprecata, perché nessuno può arrogarsi il diritto di interferire nelle convinzioni altrui, se non mettendo in atto la "cosa" in cui crede, sperando che poi vi imitino.

Kalotins
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